Cos’è il cloud computing

La Pillola di Azure - Intro

Il cloud computing è la capacità di sfruttare enormi capacità di calcolo senza dover acquistare, gestire e mantenere le risorse hardware e software.
Ma come funziona dietro le quinte? Sappiamo come sfruttarlo al meglio?

In questa prima puntata della rubrica “La Pillola di Azure!” introdurrò i concetti fondamentali del cloud computing.
Questa rubrica vuole essere un modo di conoscere il cloud computing e la piattaforma Microsoft Azure attraverso pillole quotidiane di semplice e veloce lettura. Sono convinto che ricevere ogni giorno un breve corso, nel proprio “flow” di notizie, sia il modo più semplice e rapido per imparare senza sforzo. Non tutti sono interessati a conseguire una certificazione oppure a diventare dei super esperti del settore. Ognuno di noi è curioso e ama scoprire cose nuove. Ogni giorno. Buona lettura.

Capiamo il cloud computing

Un server fisico, comprensivo di sistema operativo, unità di backup, connettività e servizio di supporto, rappresenta un asset molto importante e costoso per qualsiasi azienda. Se questo server gestisce informazioni fondamentali per l’operatività quotidiana dell’azienda acquista un valore enorme per il business.

Icona cloud computing

Possiamo rimanere senza un asset fondamentale? Assolutamente no!
Questo asset deve essere replicato con un suo gemello, allineato con il fratello in tempo reale.
Ma questo rappresenta un costo puro, nel senso più vero del termine. Dobbiamo sperare che questo “gemello” non debba essere mai utilizzato. Diversamente significa che è successo qualcosa di (forse) irreparabile al fratello sui cui basiamo la nostra attività.
Adesso immaginiamoci di pagare un puro servizio che ci garantisce le medesime caratteristiche, o superiori. Senza la necessità di sostenere i costi immediati e gli oneri di gestione, ma di dilazionarli nel tempo attraverso il pagamento di un canone. Non male, vero?

Il limite inferiore e quello superiore

Il limite inferiore, di quanto esposto sopra, è rappresentato dal maggior costo che dobbiamo sostenere per la proprietà dell’asset.
Questo limite è rappresentato dai periodi “morti” di utilizzo, ad esempio le ore notturne quando la nostra azienda non lavora e l’asset è inutilizzato più o meno al 100%.
In queste ore, che rappresentano probabilmente una quota uguale o superiore della giornata lavorativa, il nostro asset deve essere operativo e possibilmente acceso ed accessibile. Questo rappresenta il maggior costo possibile per un asset tecnologico.

Icona cloud computing

Il limite superiore invece è l’esatto opposto, ovvero la possibilità di pagare questo asset solo ed esclusivamente per il tempo effettivo di operatività e solamente per la quota di utilizzo effettivo.

Il cloud computing cerca di colmare questo gap tra i due limiti e di avvicinare, quanto più possibile, le aziende al limite superiore di utilizzo.

Per raggiungere il costo puro di utilizzo è necessario che le aziende approccino in modo diverso il concetto di asset tecnologico e di cloud computing.
Il “possesso” dell’asset non garantisce maggiore continuità di servizio, maggiore controllo oppure maggiore sicurezza; semplicemente riconduce al modo di pensare che la dimensione fisica del bene è garanzia di gestione diretta e misurabile.

Icona cloud computing

Sono pochissime, a mio parere, le aziende che hanno un management in grado di misurare con efficacia i propri asset tecnologici.
Questo non è dovuto, nella maggior parte dei casi, alla preparazione del management, è legato alla velocità di evoluzione tecnologica che impone ritmi serratissimi di aggiornamento, che sono chiaramente in contrasto con gli impegni quotidiani del management.

Vantaggi del cloud computing

Il cloud non è un approccio drastico. Tuttavia per ottenere risultati concreti è necessaria una decisione drastica: pianificare e investire.
Non ci si può attendere risultati concreti senza una strategia mirata.
Il cloud computing necessita di un’analisi attenta degli asset tecnologici in uso, nonché la loro prospettiva di utilizzo nel breve e nel medio periodo.

Il prezzo dei servizi cloud è in continua diminuzione, ciò non significa che l’offerta sia la medesima di qualche tempo addietro.
Fino ad un paio di anni fa era facile incontrare offerte tutto compreso che coprivano servizi cloud di base, come virtual machines oppure servizi di storage.

Icona cloud computing

Queste offerte prevedevano costi fissi su base mensile a fronte di capacità computazionale fissa. Questo però non è l’obiettivo del cloud computing, perché l’onere della gestione rimaneva in carico all’azienda; veniva semplicemente spostato il costo dell’acquisto e della manutenzione di parte dell’infrastruttura.
Oggi è molto più sentita l’esigenza di acquistare servizi gestiti, ad esempio per le applicazioni database. Questo consente di abbattere, quanto più possibile, i costi fissi di personale qualificato.
Ciò non significa che il personale qualificato non sia più indispensabile, nell’era del cloud computing è esattamente il contrario. Tuttavia questo personale può essere sfruttato per ottenere maggiore valore per il business dedicandolo alla progettazione anziché al supporto di base.

I vantaggi del cloud sono:

  • convenienza economica
  • scalabilità ed elasticità
  • aggiornabilità
  • affidabilità
  • resilienza
  • sicurezza

Nella prossima puntata affronteremo “scalabilità ed elasticità” in dettaglio.
Nel frattempo puoi leggere l’articolo intitolato “Data Center del Futuro“.

A presto!

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